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UGO MULAS, PIETRO CONSAGRA, ARNALDO POMODORO

allestimento cortesi gallery 2026
Pietro Consagra, Mira n. 1, 1971, cm 73 x 73,2 x 18
allestimento cortesi gallery 2026
Pietro Consagra, Solida, 1971, cm 55,1 x 47,6 x 8,7

Milano 10 aprile 2026 – 26 giugno 2026
Lugano 17 settembre – 20 dicembre 2026
UGO MULAS, PIETRO CONSAGRA, ARNALDO POMODORO
Cortesi Gallery

A cura di Alberto Salvadori
In collaborazione con Archivio Mulas

Ugo Mulas – Pietro Consagra – Arnaldo Pomodoro, è curata da Alberto Salvadori, presso entrambe le sedi della galleria. L’esposizione rappresenta il terzo capitolo della collaborazione tra la galleria e il curatore, un percorso di ricerca dedicato alle relazioni e ai dialoghi che hanno attraversato la scena artistica italiana del secondo dopoguerra. La mostra è stata realizzata con il supporto dell’Archivio Ugo Mulas, che ha messo a disposizione della galleria gli scatti dell’artista.

La vicenda artistica e lo stretto rapporto personale che ha coinvolto queste tre figure centrali del Novecento costituiscono il fulcro del progetto. Ugo Mulas condivideva con Pietro Consagra e Arnaldo Pomodoro una profonda consonanza di intenti e di visioni sulla vita e sull’arte. Il loro rapporto, fondato su una continua prossimità intellettuale e umana, si sviluppa all’interno di un contesto in cui il confine tra esperienza artistica ed esperienza quotidiana risultava costantemente attraversato.

Mulas incontra Consagra per la prima volta a Venezia nella Biennale del 1954 e successivamente nel 1960, in occasione della Biennale in cui lo scultore riceve il Gran Premio Internazionale per la scultura. Da quel momento il sodalizio tra i due non si interrompe, dando luogo a momenti di intensa riflessione e conoscenza reciproca. Arnaldo Pomodoro, fin dal 1959, è una presenza costante nella vita e nel lavoro del fotografo, che a lui rimane legato da una collaborazione continua e da un dialogo ininterrotto. Come lo stesso Mulas ricordava: «C’è un artista per cui ho lavorato di più: Arnaldo Pomodoro […] e, da dodici anni, gli fotografo tutte le sculture. Ogni volta che ha una cosa pronta mi telefona, e io vado».

La mostra potrebbe apparire come un dialogo tra due scultori e un fotografo; in realtà è qualcosa di più: è il racconto, necessariamente concentrato, di una reciproca intimità. Le fotografie restituiscono il grado di conoscenza e confidenza che legava i tre protagonisti, configurandosi come un ulteriore livello autobiografico. Non si tratta di fotografia d’arte intesa in senso tradizionale, né di semplice documentazione: ciò che emerge è una vera e propria consegna reciproca tra le parti, ciascuna nel proprio ruolo.

allestimento cortesi gallery 2026
Foto di Ugo Mulas delle sculture di Pietro Consagra esposte nella mostra Sculture nella città, 21 giugno–22 luglio 1962, Spoleto V Festival dei due mondi.