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PIETRO CONSAGRA. COLLOQUIO DIABOLICO. MILANO, CORTESI GALLERY

Pietro Consagra. racconto del demonio
Racconto del demonio n. 1, 2, 3, 4, 5, 1962, bronzo - Ph. Guido Rizzuti
Fondo bianco (Una immagine), 1960, bitume e tempera su faesite; Colloquio, 1960, marmo e bronzo - Ph. Guido Rizzuti
Colloquio diabolico, 1960 legno bruciato e bronzo; Fondo bianco (Una immagine), 1958 bitume e tempera su faesite; Fondo bianco (Una immagine), 1960 bitume e tempera su faesite - Ph. Guido Rizzuti

1 aprile - 27 giugno 2025
PIETRO CONSAGRA. COLLOQUIO DIABOLICO
Milano, Galleria Cortesi

Curata da Alberto Salvadori in collaborazione con l’Archivio Pietro Consagra

La monografica si inserisce nel programma della Cortesi Gallery dedicato agli artisti italiani che hanno segnato l’evoluzione del sistema artistico del XX secolo. La scelta di presentare il lavoro di Consagra nasce dalla volontà di approfondire il suo contributo nella ridefinizione della scultura moderna, con particolare attenzione all’astrattismo “psicologico” e alla frontalità della sua opera. Da controcanto alle sculture sono esposti una selezione di bitumi, dipinti su faesite, nei quali si percepisce, e in taluni casi si riesce anche a leggere, la dinamica di realizzazione dei Colloqui (eseguiti tra il 1952 e il 1964), in quella loro specifica  quasi bidimensionalità, fondamentale per la lettura delle opere di Pietro Consagra.

Il percorso si apre con Colloquio diabolico, opera storica in legno bruciato, bronzo e velatura di tempera bianca, presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1960, anno in cui a Consagra fu assegnato il premio internazionale della scultura, e ora riproposta al pubblico italiano in un nuovo contesto, dopo molti decenni.

Nel processo formativo di quest’opera, oltre al fuoco, che diviene il mezzo più potente, Consagra utilizza anche dei particolari legami in bronzo per collegare parti della scultura a loro volta in dialogo frontale con chi si soffermerà a guardare. Questi elementi di connessione avranno un valore concettuale e creativo nella varietà delle serie tematiche e dei molteplici materiali utilizzati dallo scultore, come ad esempio nel Colloquio in marmo bianco e bronzo e nei Bitumi, trasposizione pittorica di disegni da cui nasce ogni scultura, presenti in mostra.

Negli anni immediatamente seguenti alla Biennale, Consagra rafforza la sua capacità di reinventare la scultura in un continuo rapporto empatico con la società. La riflessione su una scultura ambientale, che esprima stati d’animo si arricchisce di nuove forme, misure e materiali.

Fondamentale, nel 1962 la sua presenza ad una delle mostre più importanti mai realizzate in Italia dedicata alla scultura nello spazio pubblico, Sculture nella città a Spoleto. Per l’occasione il critico Giovanni Carandente invitò cinquantadue tra i maggiori scultori del XX secolo – Alexander Calder, Lynn Chadwick, Henry Moore, David Smith, Arnaldo Pomodoro solo per citarne alcuni – ad esporre nella cittadina umbra in occasione del Festival dei Due Mondi, evento culturale internazionale ancora oggi nel programma dell’estate spoletina. Consagra definì quell’esperienza come «il massimo godimento mai avuto con tanti scultori nel traffico quotidiano… tutti avevamo dato il meglio. A Giovanni Carandente gli scultori del mondo saranno sempre grati e Spoleto resterà unica».

allestimento cortesi gallery 2026
Ugo Mulas's photographies of Pietro Consagra's sculptures exhibited at Sculture nella città, June 21–July 22, 1962, Spoleto V Festival of two worlds